Per superare i limiti della prolassectomia semplice con stapler, inizialmente è stata valutata l’efficacia di un intervento chirurgico un po’ più invasivo, la cosiddetta STARR (Stapled Trans-Anal Rectal Resection), che comporta l’utilizzo di due suturatrici per asportare due semilune di parete rettale. In pratica una sorta diescamotage chirurgico per aggirare il limite tecnico delle suturatrici meccaniche tradizionali.

Grazie alla STARR, la recidiva emorroidaria è stata ridotta proprio in quei pazienti portatori di grosso prolasso interno destinati, in un caso su tre, a una recidiva emorroidaria dopo l’intervento con suturatrice tradizionale.
L’intervento è, tuttavia, relativamente più complesso e comporta talora maggiori complicazioni. Da qui è nata l’esigenza di suturatrici di nuova concezione – con caratteristiche migliorative (maggior volume asportato, trasparenza del dispositivo e migliore emostasi), come la suturatrice meccanica circolare ad alto volume. Quest’ultima rappresenta un importante progresso tecnologico nella terapia chirurgica delle emorroidi e dei disturbi di defecazione ostruita conseguenti al prolasso rettale.

Grazie a questa nuova tecnologia è oggi possibile, pur non modificando le procedure chirurgiche diffuse e standardizzate, ottenere risultati più efficaci per il paziente durante la fase operatoria:

  • possibilità di asportare maggior quantità di tessuto prolassato in virtù della migliore visibilità per il chirurgo, data dalla trasparenza della testa del dispositivo,
  • migliore emostasi (minor sanguinamento), grazie al sistema di sutura, che presenta un maggior numero di punti, ma di dimensioni più ridotte, rispetto agli stapler precedenti.

risultati sono quindi migliori anche dal punto di vista clinico:

  • il maggior volume di tessuto asportato consente, infatti, di trattare in modo più completo tutti i gradi di malattia senza pericolo di lasciare residui.