L’intervento, messo a punto nel 1998, a differenza delle tecniche chirurgiche classiche, ha come scopo la rimozione del prolasso mucoso rettale.

Con questa tecnica (prolassectomia), il tessuto emorroidario non viene assolutamente asportato, ma viene riposizionato nella sua sede fisiologica grazie alla rimozione, per mezzo di una suturatrice meccanica (stapler) del tessuto rettale prolassato. Viene praticata cioè una cosiddetta “anopessi meccanica” (Stapled Haemorrhoidopexy). Con tale metodica si riduce anche l’apporto vascolare ai cuscinetti emorroidari.

La cura della malattia emorroidaria con stapler è diventata, negli ultimi anni, l’intervento di scelta per le emorroidi di II grado avanzato, di III e IV grado e per i prolassi della mucosa rettale.

La terapia chirurgica consiste nell’effettuare un “lifting” del canale anale, mediante l’aiuto di una suturatrice meccanica, capace di asportare la mucosa rettale ed emorroidaria prolassata e ricreare un canale anale con anatomia normale.
Dal momento che la sutura è interna al canale anale, in zone molto poco innervate, dal punto di vista dolorifico i fastidi, nei giorni seguenti l’operazione, sono molto ridotti.
L’intervento viene effettuato normalmente in anestesia locale con sedazione, ma può essere eseguito con tutti i tipi di anestesia, dalla spinale alla generale.

Nonostante questi vantaggi, questa terapia chirurgica è ancora gravata da una percentuale di recidive più elevata rispetto all’emorroidectomia tradizionale (8-9% vs 1-2%), soprattutto a lungo termine e nei pazienti affetti da malattia emorroidaria associata a un grosso prolasso rettale interno.
Questa maggior frequenza di recidive dipende, essenzialmente, dall’incompleta asportazione del prolasso rettale associato alle emorroidi, con un rischio complessivo di malattia residua o ricomparsa di malattia emorroidaria intorno al 20%.
Questi rischi non mettono in discussione il concetto di questa metodica ma dipendono, essenzialmente, dai limiti di asportazione imposti dalla maggior parte delle suturatrici inizialmente disponibili sul mercato.

Per ovviare a questi limiti sono state valutate nuove evoluzioni di questa terapia chirurgica per le emorroidi.

Jayaraman S et al. Stapled versus conventional surgery for haemorrhoids. Cochrane Library 2, 2009.
Chen JS. Current status of surgical treatment for hemorrhoids. Systematic review and meta-analysis. Chang Gung Med J 2010; 33: 488-500.

Prolassectomia con suturatrice meccanica circolare ad alto volume di nuova generazione

Per superare i limiti della prolassectomia semplice con stapler, inizialmente è stata valutata l’efficacia di un intervento chirurgico un po’ più invasivo, la cosiddetta STARR (Stapled Trans-Anal Rectal Resection), che comporta l’utilizzo di due suturatrici per asportare due semilune di parete rettale. In pratica una sorta diescamotage chirurgico per aggirare il limite tecnico delle suturatrici meccaniche tradizionali.

Grazie alla STARR, la recidiva emorroidaria è stata ridotta proprio in quei pazienti portatori di grosso prolasso interno destinati, in un caso su tre, a una recidiva emorroidaria dopo l’intervento con suturatrice tradizionale.
L’intervento è, tuttavia, relativamente più complesso e comporta talora maggiori complicazioni. Da qui è nata l’esigenza di suturatrici di nuova concezione – con caratteristiche migliorative (maggior volume asportato, trasparenza del dispositivo e migliore emostasi), come la suturatrice meccanica circolare ad alto volume. Quest’ultima rappresenta un importante progresso tecnologico nella terapia chirurgica delle emorroidi e dei disturbi di defecazione ostruita conseguenti al prolasso rettale.

Grazie a questa nuova tecnologia è oggi possibile, pur non modificando le procedure chirurgiche diffuse e standardizzate, ottenere risultati più efficaci per il paziente durante la fase operatoria:

  • possibilità di asportare maggior quantità di tessuto prolassato in virtù della migliore visibilità per il chirurgo, data dalla trasparenza della testa del dispositivo,
  • migliore emostasi (minor sanguinamento), grazie al sistema di sutura, che presenta un maggior numero di punti, ma di dimensioni più ridotte, rispetto agli stapler precedenti.

risultati sono quindi migliori anche dal punto di vista clinico:

  • il maggior volume di tessuto asportato consente, infatti, di trattare in modo più completo tutti i gradi di malattia senza pericolo di lasciare residui